Quando sostituire le scarpe da running? Consigli per evitare infortuni

Quando sostituire le scarpe da running? Consigli per evitare infortuni

16 febbraio 2026
PittaRosso

Come ogni appassionato di corsa, anche tu ami quel momento magico? Aprire la scatola e sentire l'odore della gomma e la tomaia immacolata delle tue nuove scarpe da running. Sono l'investimento più importante, ma come tutti gli strumenti di precisione, hanno una "data di scadenza" e bisogna sapere quando sostituirle per evitare infortuni.

In media, le scarpe da running vanno sostituite ogni 600-800 km. Questo intervallo è la regola d'oro per preservare la salute di ginocchia e schiena. Tuttavia, la durata può variare: alcuni modelli protettivi arrivano a 1000 km, mentre le scarpe da gara ultra-leggere con piastra in carbonio possono richiedere il cambio già dopo 200-400 km.

Ogni quanto e dopo quanti km cambiare le scarpe da running?

La durata di una calzatura non è predefinita, ma è determinata in modo cruciale dalla tecnologia di costruzione e dai materiali utilizzati per l'intersuola. Sebbene molti studi scientifici confermino che i modelli di alta qualità riescano a mantenere prestazioni accettabili anche oltre i 900 km, la prudenza non è mai troppa: il consiglio degli esperti è quello di iniziare a monitorare con attenzione la risposta del proprio corpo e lo stato di usura già dopo i primi 500 km.

Per aiutarti a pianificare il tuo prossimo acquisto, abbiamo tradotto il chilometraggio in tempistiche basate sulla tua frequenza di allenamento settimanale:

  • Runner occasionale (fino a 16 km): se corri una o due volte a settimana, le tue scarpe ti accompagneranno per circa 7-12 mesi.
  • Amatore (fino a 24 km): per chi prepara gare da 5 o 10 km, il momento del cambio arriva generalmente ogni 5-8 mesi.
  • Mezzofondista (oltre 32 km): con tre o più uscite settimanali, la sostituzione è consigliata ogni 4-6 mesi.
  • Maratoneta (oltre 64 km): per i macinatori di chilometri e chi prepara lunghe distanze, le scarpe vanno rinnovate molto spesso, indicativamente ogni 2-3 mesi.

Consiglio Pro: Proprio come abbiamo sottolineato parlando delle migliori scarpe per allenarsi in palestra, l’uso prolungato altera inevitabilmente le caratteristiche di sicurezza della calzatura. Non commettere l'errore di aspettare che la scarpa sia visibilmente "distrutta" o sfondata: quando l’ammortizzazione si esaurisce, il rischio di infortuni aumenta anche se l'estetica sembra ancora perfetta.

Dopo quanti km si cambiano le scarpe da running? I fattori che influenzano l'usura

L'usura di una scarpa va oltre la semplice abrasione del battistrada. Molteplici fattori, sia legati all'utilizzatore che all'ambiente, contribuiscono al deterioramento della schiuma dell'intersuola, diminuendone l'efficacia nell'ammortizzare l'impatto. Ecco i principali:

  • Morfologia e peso: Un runner pesante esercita un carico sulla schiuma da 5 a 8 volte superiore al proprio peso corporeo. Per una persona di 75 kg, parliamo di un impatto che oscilla tra i 375 e i 600 kg ad ogni passo. La schiuma si comprime e perde "memoria" più velocemente.
  • Terreno: Il cemento e l'asfalto sono superfici spietate che consumano il battistrada più rapidamente rispetto ai sentieri boschivi o alla pista.
  • Clima: Temperature estreme sono nemiche dei polimeri. Il caldo torrido può rammollire eccessivamente le schiume, mentre il freddo intenso può renderle rigide e fragili.
  • Tecnica di corsa: Gli atleti che atterrano con un'eccessiva inclinazione del tallone (un "colpo di tacco" molto accentuato) consumano l'ammortizzazione posteriore della scarpa molto più velocemente rispetto a coloro che hanno un appoggio neutro sul mesopiede.

Quando sostituire le scarpe da running: segnali fisici e segni di usura sulla suola

Il chilometraggio è un ottimo indicatore, ma non è l'unico. Per capire davvero ogni quanto cambiare le scarpe da running, devi imparare a interpretare i segnali che la calzatura e il tuo corpo ti inviano. Spesso, la scarpa "finisce" tecnicamente molto prima di apparire distrutta esteticamente.

Ascolta il tuo corpo: i segnali interni

Il primo campanello d'allarme arriva dalle tue sensazioni durante e dopo la corsa. Ecco a cosa prestare attenzione:

  • Dolori insoliti: Se inizi ad avvertire fastidi a piedi, ginocchia, anche o schiena che prima non avevi, le tue scarpe potrebbero aver perso la loro capacità di assorbimento degli urti.
  • Percezione del terreno: Se senti l’impatto con il suolo in modo troppo nitido, specialmente sotto l'avampiede, significa che la schiuma si è assottigliata eccessivamente.
  • Effetto "scarpa piatta": Quella piacevole sensazione di rimbalzo (la cosiddetta energia di ritorno) che avevi nei primi allenamenti è sparita? Se la scarpa ti sembra dura e priva di elasticità, la sua vita tecnica è giunta al termine.

Ispezione visiva: i segnali esterni

Capovolgi le tue scarpe e osservale con occhio critico. Ci sono tre dettagli che non mentono mai:

  • Rughe nell'intersuola: Controlla la parte gommosa laterale. Se noti delle pieghe orizzontali fitte e profonde che non spariscono nemmeno quando non indossi la scarpa, significa che la schiuma è collassata e non offre più protezione.
  • Il test del tavolino (Usura asimmetrica): Appoggia le scarpe su una superficie piana e guardale da dietro. Se noti che pendono verso l'interno o l'esterno, il battistrada è consumato in modo irregolare. Correre con una base instabile altera la tua biomeccanica e può portare a infiammazioni.
  • Cedimento della tomaia: Non ignorare fori o strappi nel mesh. La tomaia serve a mantenere il piede in posizione: se è troppo deformata o rovinata, il supporto laterale svanisce, aumentando il rischio di vesciche o, peggio, di distorsioni.

Manutenzione delle scarpe da running: consigli per farle durare più a lungo

La scelta del modello è cruciale, ma la longevità della scarpa da running dipende anche dalla manutenzione post-corsa. Una corretta manutenzione non serve solo a farle apparire nuove, ma a garantire che i materiali tecnici continuino a rispondere correttamente sollecitazione dopo sollecitazione.

Ecco alcuni consigli essenziali per prolungare la durata della scarpe:

  • Asciugatura naturale: Evita il calore diretto (termosifoni/phon), che cristallizza i polimeri dell'intersuola e compromette l'ammortizzazione. Asciuga all'ombra, usa carta di giornale per mantenere la forma.
  • Riposo (regola delle 48 ore): Alterna due paia di scarpe se corri spesso. La schiuma ha bisogno di tempo per "decomprimersi" e recuperare l'elasticità per un ritorno di energia ottimale.
  • Pulizia delicata: I detergenti aggressivi e i lavaggi in lavatrice possono sciogliere le colle. Limita i lavaggi profondi, prediligi l'aerazione quotidiana.

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